Ciclisti maleducati o trascurati?

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Spett.le La Nazione – Firenze

ultimamente ci si lamenta della maleducazione dei ciclisti ma lo scarso rispetto delle regole per le strade è generalizzato, il che comporta conseguenze molto più gravi nel caso dei mezzi a motore (uso del cellulare, attraversamenti pedonali ignorati, sosta dove è vietato,  ecc.),  per cui occorrerebbe  che l’Amministrazione Comunale attuasse un programma di generale rieducazione stradale. 
Va  considerato che la situazione attuale non favorisce il rispetto delle regole da parte dei ciclisti.  Quasi tutto lo spazio stradale attualmente è concepito per i mezzi a motore e per i pedoni, non esiste una rete di piste ciclabili, anche per la preoccupazione di non perdere posti auto, le rastrelliere sono insufficienti e non se ne attua una regolare pulizia.  Le varie Amministrazioni Comunali che si sono succedute hanno mostrato scarso interesse per la bici, che potrebbe invece essere in tanti casi il mezzo ideale perché occupa pochissimo spazio, non inquina, è veloce nelle brevi e medie distanze e in più permette di muoversi contrastando la sedentarietà,  origine di tante malattie – fin da bambini – dai costi personali e sociali altissimi. L’Amministrazione attuale continua su questa linea, impegnata com’è nella costruzione delle tramvie e nell’incentivazione dei mezzi elettrici, che per inciso usano spesso energia prodotta bruciando carburanti, con i relativi danni all’ambiente,  oltre a non contrastare la sedentarietà, e anche l’annunciato intervento in via Gioberti  di allargamento dei marciapiedi, invece di creavi un’indispensabile direttrice ciclabile,  ignora ancora una volta le esigenze di chi si muove in bici.

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