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ciclabilità a firenzeciclabile viale strozzi
Firenze, mercoledì 20 Dicembre 2006 -
La Fortezza da Basso, vero nodo Gordiano della
viabilità fiorentina, ha dato negli ultimi
anni diversi grattacapi anche ai ciclisti. La pista
del viale Strozzi, lato Fortezza, è stata
solo di recente ripristinata (anche se la
segnaletica ancora non se ne è accorta),
salvo sporadiche (ma
assai fastidiose) interruzioni dovute ad inutili
eventi mondani.
Il tempo di aspettare che scatti il verde, e veniamo instradati su una serpeggiante lingua rossa che separa - grazie anche agli immancabili cordoli gialli di cemento - il flusso di veicoli che gira intorno alla Fortezza da quelli provenienti dallo Statuto. ![]() ![]() ![]()
Il nostro senso di sicurezza e protezione è però di breve durata: al termine della pista ci attende il punto più pericoloso di tutto il percorso. Un attraversamento là dove i veicoli provenienti dallo Statuto si immettono nel viale Strozzi. Niente semafori, niente lampeggianti, nemmeno un dosso. A nostra protezione c'è solo l'immancabile vernice rossa biodegradabile: speriamo bene... ![]()
Per stavolta attraversiamo illesi, e giungiamo all'imbocco del controviale, una volta destinato a parcheggio, che corre di fianco alla rampa Spadolini. Subito ci accolgono dei cartelli familiari: "Pista chiusa", "Marciapiede interrotto", ecc. ![]()
Noi, impavidi e sprezzanti del pericolo, ignoriamo gli avvertimenti e affrontiamo un lungo rettilineo, dove pedoni e ciclisti hanno ciascuno il loro spazio, separati dalla massa degli autosauri grazie a una siepe e un filare di alberi. Insomma, la pista ideale (nota: le seguenti immagini sono state scattate "in corsa", guidando con una mano sola). ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]()
Come tutte le cose belle, anche questa è di breve durata. La vernice rossa s'interrompe (segno che i nostri guai non sono finiti), e l'ampio controviale si riduce ad una strettoia a causa di una scala metallica che porta in cima alla rampa (scala sulla quale - per inciso - non abbiamo mai visto salire né scendere nessuno!). ![]()
Superata la scala, un breve tratto ci separa da una rampa che conduce ad uno stretto marciapiede, provvidenzialmente trasformato in percorso misto ciclopedonale. Come non averci pensato prima? Basta un cartello, e d'incanto spuntano piste ciclabili a non finire! ![]() ![]() ![]() ![]()
Per evitare ai poveri ciclisti una scomoda chicane, verso la fine di viale Strozzi sono state aggiunte due rampe, una per scendere, l'altra per risalire sul marciapiede, pardon pista ciclopedonale. A scanso d'equivoci, un altro po' di vernice rossa delimita la scorciatoia. ![]()
Passata la scorciatoia, un altro attraversamento, e poi una brutta sorpresa: un cartello che invita i pedoni ad usare il lato opposto, senza suggerire come dovrebbero riuscirci: forse attraversando di corsa le otto corsie del viale? E i ciclisti? ![]()
Un altro cartello all'imbocco del sottopasso ci informa che il tunnel sarà completato il 13 Dicembre 2006: peccato che sia già passata una settimana.
OK, qui non c'è verso di passare. Siamo costretti a scendere in strada e, nella speranza di non essere travolti, scattare qualche foto all'erigenda struttura che dovrebbe proteggere i ciclisti dalle pericolose emissioni di auto e motorini. Un suggerimento: ma se invece "inscatolassimo" tutti i mezzi inquinanti di Firenze, non sarebbe meglio? E poi, scusate, in bici il sottopasso si attraversa in meno di cinque secondi. Anche se uno non fosse disposto a farselo in apnea, non comprendiamo tutta questa apprensione per i danni che ciò comporterebbe per i nostri delicati polmoni, visto che essi devono sostenere ben altre sollecitazioni nella nostra inquinatissima Firenze. Insomma, a nostro parere, € 90000 ben spese! ![]()
Sopravvissuti anche al passaggio sotto la ferrovia, altri cartelli ci informano di quello che ormai già sappiamo: di qui non si passa (per ora).
Al termine del nostro breve - ma assai emozionante - viaggio, gettiamo un'occhio al collegamento, appena realizzato, con la pista ciclabile di viale Francesco Redi, e il nostro pensiero va alla futura tramvia che lo taglierà in due.
Arrivederci alla prossima avventura nella
disastrata mobilità ciclabile fiorentina!
(m.b.)
Percorriamo tranquilli tutto il controviale, al termine del quale ci attende un'immagine di ordinario squallore. Una carcassa di motorino, bruciata e maldestramente mimetizzata con delle foglie. O forse è un nuovo arredo urbano?
Comunque stiamo divagando: volevamo parlarvi del tunnel, e verso il tunnel ci dirigiamo. I lavori non sono finiti, ma due operai sono, appunto, all'opera, e il tunnel è ricoperto per oltre la metà della sua lunghezza. A questo punto attendiamo con fiducia che la Befana ci porti in dono un altro capolavoro della Direzione Mobilità... (m.b.) ![]()
Aggiornamento (15 Gennaio 2007) - Anno nuovo, pista nuova! Persino il rottame è stato rimosso. Con un po' di timore ci infiliamo in questa camera iperbarica. Ci sentiamo più sicuri? Meno avvelenati? E anche se fosse, è una comunque una sensazione passeggera: il tempo di percepirla, e uno è gia fuori, ripiombato nel caos serale del Viale Belfiore. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]()
Felici e contenti per tutte queste piacevoli novità, giriamo la curva e... sorpresa! La pista ciclabile si trasforma in una strettoia dove in teoria dovrebbero convivere pedoni e ciclisti. Rispetto alla già inaccettabile situazione del Lungarno Amerigo Vespucci, qui c'è l'aggravante della ridotta visibilità. Cosa si aspetta a togliere i parcheggi su questa curva e a mettere in sicurezza l'innesto con la pista ciclabile di Viale Redi? |
