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ciclabilità a firenze

ciclabile viale strozzi

Firenze, mercoledì 20 Dicembre 2006 - La Fortezza da Basso, vero nodo Gordiano della viabilità fiorentina, ha dato negli ultimi anni diversi grattacapi anche ai ciclisti. La pista del viale Strozzi, lato Fortezza, è stata solo di recente ripristinata (anche se la segnaletica ancora non se ne è accorta), salvo sporadiche (ma assai fastidiose) interruzioni dovute ad inutili eventi mondani.

Dopo tanto patire, tra poco i ciclisti fiorentini avranno persino l'imbarazzo della scelta: come previsto dal Piano Quinquennale delle Piste Ciclabili, presentato nel 2005 dall'Assessore all'Ambiente (con delega alla Città Ciclabile), Claudio Del Lungo, è in fase di completamento il raddoppio della porzione di pista ciclabile che collega viale Strozzi col viale Belfiore. Questo raddoppio, che sfrutta in gran parte il controviale che corre sotto la rampa Spadolini, darà la possibilità a chi proviene dalla zona dello Statuto d'immettersi o sulla ciclabile di viale Francesco Redi (futura tramvia permettendo), oppure di proseguire sul Viale Belfiore verso il Parco delle Cascine.

Per la realizzazione della pista, lunga in totale 700 m, sono stati stanziati € 270000, in parte finanziati col progetto europeo UrBike. Ad oggi, pare che per aprire il percorso si attenda solo il completamento del tunnel dedicato all'interno del sottopasso ferroviario tra viale Strozzi e viale Belfiore (e sul quale torneremo tra poco).

Per monitorare lo stato d'avanzamento dei lavori, il nostro inviato, in una fredda ma limpida mattina invernale, ha inforcato il proprio mezzo e, armato della fedele fotocamera digitale, ha scattato per noi alcune interessanti immagini della nuova pista.

Il nostro punto di partenza è l'attraversamento ciclopedonale in corrispondenza della rotonda che porta in via dello Statuto.

attraversamento

Il tempo di aspettare che scatti il verde, e veniamo instradati su una serpeggiante lingua rossa che separa - grazie anche agli immancabili cordoli gialli di cemento - il flusso di veicoli che gira intorno alla Fortezza da quelli provenienti dallo Statuto.

pista protetta
pista protetta
pista protetta
pista protetta

Il nostro senso di sicurezza e protezione è però di breve durata: al termine della pista ci attende il punto più pericoloso di tutto il percorso. Un attraversamento là dove i veicoli provenienti dallo Statuto si immettono nel viale Strozzi. Niente semafori, niente lampeggianti, nemmeno un dosso. A nostra protezione c'è solo l'immancabile vernice rossa biodegradabile: speriamo bene...

attraversamento pericoloso
attraversamento pericoloso

Per stavolta attraversiamo illesi, e giungiamo all'imbocco del controviale, una volta destinato a parcheggio, che corre di fianco alla rampa Spadolini. Subito ci accolgono dei cartelli familiari: "Pista chiusa", "Marciapiede interrotto", ecc.

cartelli stradali
cartelli stradali

Noi, impavidi e sprezzanti del pericolo, ignoriamo gli avvertimenti e affrontiamo un lungo rettilineo, dove pedoni e ciclisti hanno ciascuno il loro spazio, separati dalla massa degli autosauri grazie a una siepe e un filare di alberi. Insomma, la pista ideale (nota: le seguenti immagini sono state scattate "in corsa", guidando con una mano sola).

sul controviale
sul controviale
sul controviale
sul controviale
sul controviale
sul controviale
sul controviale

Come tutte le cose belle, anche questa è di breve durata. La vernice rossa s'interrompe (segno che i nostri guai non sono finiti), e l'ampio controviale si riduce ad una strettoia a causa di una scala metallica che porta in cima alla rampa (scala sulla quale - per inciso - non abbiamo mai visto salire né scendere nessuno!).

strettoia
strettoia

Superata la scala, un breve tratto ci separa da una rampa che conduce ad uno stretto marciapiede, provvidenzialmente trasformato in percorso misto ciclopedonale. Come non averci pensato prima? Basta un cartello, e d'incanto spuntano piste ciclabili a non finire!

rampa
rampa
percorso misto
percorso misto
percorso misto

Per evitare ai poveri ciclisti una scomoda chicane, verso la fine di viale Strozzi sono state aggiunte due rampe, una per scendere, l'altra per risalire sul marciapiede, pardon pista ciclopedonale. A scanso d'equivoci, un altro po' di vernice rossa delimita la scorciatoia.

scorciatoia
scorciatoia

Passata la scorciatoia, un altro attraversamento, e poi una brutta sorpresa: un cartello che invita i pedoni ad usare il lato opposto, senza suggerire come dovrebbero riuscirci: forse attraversando di corsa le otto corsie del viale? E i ciclisti?

attraversamento
cartelli stradali

Un altro cartello all'imbocco del sottopasso ci informa che il tunnel sarà completato il 13 Dicembre 2006: peccato che sia già passata una settimana.

inizio e fine lavori

OK, qui non c'è verso di passare. Siamo costretti a scendere in strada e, nella speranza di non essere travolti, scattare qualche foto all'erigenda struttura che dovrebbe proteggere i ciclisti dalle pericolose emissioni di auto e motorini. Un suggerimento: ma se invece "inscatolassimo" tutti i mezzi inquinanti di Firenze, non sarebbe meglio? E poi, scusate, in bici il sottopasso si attraversa in meno di cinque secondi. Anche se uno non fosse disposto a farselo in apnea, non comprendiamo tutta questa apprensione per i danni che ciò comporterebbe per i nostri delicati polmoni, visto che essi devono sostenere ben altre sollecitazioni nella nostra inquinatissima Firenze. Insomma, a nostro parere, € 90000 ben spese!

tunnel
tunnel

Sopravvissuti anche al passaggio sotto la ferrovia, altri cartelli ci informano di quello che ormai già sappiamo: di qui non si passa (per ora).

cartelli stradali

Al termine del nostro breve - ma assai emozionante - viaggio, gettiamo un'occhio al collegamento, appena realizzato, con la pista ciclabile di viale Francesco Redi, e il nostro pensiero va alla futura tramvia che lo taglierà in due.

verso viale Redi

Arrivederci alla prossima avventura nella disastrata mobilità ciclabile fiorentina! (m.b.)

Aggiornamento (29 Dicembre 2006) - Curiosi di scoprire a che punto fosse il tunnel, abbiamo ripercorso la pista in un tranquillo pomeriggio di Dicembre. All'ingresso del controviale, la prima sorpresa: i cartelli che indicano l'interruzione della pista sono a terra.

cartelli a terra

Percorriamo tranquilli tutto il controviale, al termine del quale ci attende un'immagine di ordinario squallore. Una carcassa di motorino, bruciata e maldestramente mimetizzata con delle foglie. O forse è un nuovo arredo urbano?

motorino carbonizzato

Comunque stiamo divagando: volevamo parlarvi del tunnel, e verso il tunnel ci dirigiamo. I lavori non sono finiti, ma due operai sono, appunto, all'opera, e il tunnel è ricoperto per oltre la metà della sua lunghezza. A questo punto attendiamo con fiducia che la Befana ci porti in dono un altro capolavoro della Direzione Mobilità... (m.b.)

operai all'opera
tunnel

Aggiornamento (15 Gennaio 2007) - Anno nuovo, pista nuova! Persino il rottame è stato rimosso. Con un po' di timore ci infiliamo in questa camera iperbarica. Ci sentiamo più sicuri? Meno avvelenati? E anche se fosse, è una comunque una sensazione passeggera: il tempo di percepirla, e uno è gia fuori, ripiombato nel caos serale del Viale Belfiore.

operai all'opera
operai all'opera
operai all'opera
operai all'opera
operai all'opera
operai all'opera
operai all'opera
operai all'opera
operai all'opera
operai all'opera
operai all'opera
operai all'opera
operai all'opera
operai all'opera

Felici e contenti per tutte queste piacevoli novità, giriamo la curva e... sorpresa! La pista ciclabile si trasforma in una strettoia dove in teoria dovrebbero convivere pedoni e ciclisti. Rispetto alla già inaccettabile situazione del Lungarno Amerigo Vespucci, qui c'è l'aggravante della ridotta visibilità. Cosa si aspetta a togliere i parcheggi su questa curva e a mettere in sicurezza l'innesto con la pista ciclabile di Viale Redi?

 


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ultimo aggiornamento Sunday, February 18, 2007