La RETE NO SMOG aderisce alla campagna del CODACONS per il risarcimento danni da smog

Il Convegno “Inquinamento urbano e patologie cardiovascolari”, cui hanno partecipato alcuni dei massimi esperti del settore, è stato organizzato da ISDE (Associazione Medici per l’Ambiente) e si è svolto a Firenze in Palazzo Vecchio il 7 Febbraio scorso.

E’ stato presentato lo studio RISCAT, effettuato nelle sei principali aree urbane della Toscana che ha dimostrato una significativa associazione tra livelli di inquinanti nell’aria e ricoveri per infarto miocardico acuto.

La netta correlazione riguarda non solo le particelle solide (il cosiddetto PM 10), ma anche alcuni pericolosi gas, quali il monossido di carbonio ed il biossido d’azoto, che condividono con il PM10 le stesse fonti di emissione, tra le quali il traffico urbano rappresenta una delle più importanti. I ricoveri per infarto, inoltre, erano più direttamente influenzati dalle condizioni dell’aria nei soggetti più fragili, quali gli anziani, le donne e coloro che già soffrono di ipertensione arteriosa o di bronchite cronica. Da sottolineare come il rischio di infarto fosse presente anche per livelli di inquinamento più bassi di quelli comunemente conosciuti ed accettati.
Sorgono spontanee alcune domande: se già con il PM10 succede tutto questo, quali sarebbero i risultati se, invece del PM10, misura ritenuta dalla comunità scientifica molto grossolana, si analizzassero i dati relativi al rapporto tra particolato più fine, come il PM 2,5 o il PM 1 (quello che attraverso gli alveoli polmonari penetra nella circolazione) e malattie? Se invece che accontentarsi (nel rispetto delle norme attuali) dei dati delle centraline di fondo, che a Firenze si trovano nel giardino di Boboli e nel Viale Bassi, una strada secondaria nella zona del Campo di Marte, quale sarebbe il profilo della nostra salute se ci si occupasse dell’aria che i cittadini, adulti e non, respirano nei luoghi dove la stragrande maggioranza di loro vive, studia e lavora?
Inoltre durante il convegno del 7 Febbraio sono stati forniti dati molto eloquenti sul miglioramento della qualità dell’aria a Milano, man mano che si passa dalle zone senza restrizione del traffico a quelle soggette ad ecopass, ed infine a quelle pedonali, nonché in occasione delle domeniche senza traffico.
Dal Convegno di Firenze è stato lanciato l’allarme per il PM10 killer per il cuore ed evidenziata la necessità che si colmi il divario tra le evidenze scientifiche disponibili e le normative in materia, su cui chi ci amministra basa le sue scelte. La dolorosa vicenda dell’amianto, agli onori della cronaca in questi giorni, ne è una triste ed amara dimostrazione: abbiamo tutti il dovere civile di evitare che la storia si ripeta.

ISDE – Medici per l’Ambiente Firenze, aderente alla Rete No Smog Firenze