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Il Museo di Storia
della Scienza di Firenze ospita, dal 22
Settembre 2004, una mostra permanente dal titolo
"Pedalando nel tempo", che ripercorre la storia
della bicicletta da ai primi del '900. Numerosi gli
esemplari in mostra, originali o ricostruiti, dalla
draisina alla "scuotiossa", dal biciclo al
"bicicletto".
Per saperne di più,
qui potrete percorrere una visita virtuale della
mostra. |
info
(breve) storia della bicicletta
In queste pagine raccoglieremo alcune notizie
storiche riguardanti il nostro mezzo di locomozione
preferito.
Il primo fra tutti i veicoli senza cavalli, mossi
dall'energia umana è un quadriciclo di
legno, per il quale il francese Jean Théson
ottenne nel 1645 una patente per trent'anni;
ciò gli permise di perfezionare il veicolo,
che veniva spinto mettendo i piedi per terra
alternativamente. Essendo molto pesante, esso fu
ridotto a due ruote nel 1690 (da Sivrac); con la
forma di un animale fantastico, il veicolo rimaneva
sempre scomodo, né migliorò nella
versione seguente, realizzata nel 1771 fa Francois
Masurier e Michel Blanchard, che ripristinava le
quattro ruote di Théson, decisamente
più stabili. Si ritorna alle due ruote nel
1818, con la draisienne del barone Drais de
Sauberbron.
La vera innovazione tecnica in questo campo giunse
dall'inglese Kirkpatrick MacMillan che, nel 1839,
inventò un sistema di pedivelle oscillanti,
sistemate dalle due parti della ruota anteriore e
che impromevano un movimento alla ruota posteriore
per il tramite di due bielle leggere. Sotto questo
aspetto, l'inventore della bicicletta sarebbe
quindi MacMillan, che non riscosse alcun successo.
L'inconveniente della sua invenzione dipendeva dal
fatto che i pedali non ruotavano completamente, ma
descrivevano soltanto un arco di cerchio molto
faticoso per le articolazioni delle ginocchia.
L'invenzione che diede impulso alla bicicletta fu
quella dei francesi Henry e Pierre Michaux che, nel
1861, fecero ruotare completamente le pedivelle
intorno all'asse della ruota anteriore, alla quale
trasmettevano direttamente il loro movimento.
Nacque così il primo velocipede (che
ben presto venne copiato) e i fratelli Michaux ne
fabbricarono centoquarantadue esemplari. Nel 1874,
l'inglese James Starley inventò le ruote a
raggi e il telaio in metallo, che alleggerirono
notevolmente il veicolo. Lo stesso anno il suo
compatriota H.J. Lawson inventò la
trasmissione alla ruota posteriore, mediante
catena, e sarebbero poi arrivati ingramaggi e
pignoni.
Fonte: Gerald Messadié Le grandi
invenzioni - dall'antichità al 1850 A.
Vallardi, 1990
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